Un edificio con funzioni di Matrice esisteva già nel 1230 ma, dovette essere distrutto unitamente al castello nel 1326 durante un’incursione angioina. L’attuale sorse nel 1350 per volere del conte Matteo Sclafani nei pressi del castello nuovo divenne sede parrocchiale nel 1449. Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo venne ampliata e ridotta nelle forme attuali. Divisa in tre navate da due ordini di pilastri circolari.
Nell’anno 1723, la navata centrale, le colonne, i capitelli e l’arcone centrale vennero decorati a stucco dal maestro stuccatore Vincenzo Messina.
All’interno:
- Tribune absidali: la maggiore su disegno di Scipione Li Volsi da Tusa fu realizzata nel 1622 con l’intervento dei fratelli Francesco, Paolo, Martino e Giovan Battista; entro il 1629 Scipione esegue gli stucchi della cappella di S. Maria Libera Inferni e, nel 1635 quelli della simmetrica dedicata al SS. Sacramento.
- In continuità con le decorazioni absidali due monumentali cornici accolgono: accanto alla cappella di S. Maria Libera Inferni, la tela raffigurante il Privilegio di S. Gregorio Magno che la mutila didascalia fa attribuire al pennello di don Francesco Gigante e la sottostante epigrafe datare al 1680, la cornice eseguita nello stesso anno è attribuita per il disegno a don Paolo Amato e per gli stucchi a Gaspare Serpotta;
- I Santi Diecimila Martiri datata al 1669 e per stile attribuita a don Francesco Gigante, tela accanto alla cappella del SS. Sacramento;
- Coro ligneo; eseguito tra il 1614 ed il 1619 su disegno del maestro Giuseppe Dattolino da Palermo ed intagliato dal concittadino Francesco Amari.
- Spasimo di Sicilia (olio su tela) dell’olandese Simone Wobreck ultimo quarto del XVI sec.;
- Dormitio Virginis (olio su tela) del termitano Vincenzo La Barbera circa 1611;
- Polittico del SS. Sacramento (marmo con doratura) attribuito a Vincenzo Gagini 1591 circa;
- Santa Maria di Libera inferni (marmo dipinto e dorato) opera dello scultore Vincenzo Guercio 1611;
- Santa Rosalia intercede presso la Triade affinché liberi Ciminna dalla peste (olio su tela) del fiammingo Geronimo Gerardi 1627;
- Consegna delle chiavi a S. Pietro (olio su tela) Vincenzo La Barbera 1629;
- Nome di Gesù (olio su tela) attribuito al monrealese Pietro Novelli fine prima metà del XVII secolo;
- Apparizione dell’arcangelo Michele a S. Maria Maddalena, attribuita a don Francesco Gigante 1671;
- Santi Simone e Taddeo (olio su tela) opera del ciminnese Melchiorre Di Bella, 1765;
- Sant’Andrea Apostolo (legno policromo, copia del marmo in S. Giovanni in Laterano) dello scultore gangitano Filippo Quattrocchi 1791;
- San Benedetto in gloria (olio su tela ) firmato dal pittore Filippo Randazzo XVIII secolo.


