Documentata nel XVII secolo, essa si trova nel manoscritto del vicario foraneo don Santo Gigante (Historia della miracolosa immagine del Santissimo Crocifisso di Ciminna) . La tradizione popolare racconta che la cappella di Santa Croce sia collegata a un episodio ritenuto prodigioso avvenuto nel 1623 dopo l’uccisione di un uomo chiamato Bartolo Cajazza.

L’evento fu interpretato come un segno sacro e contribuì alla nascita della devozione verso il Santissimo Crocifisso venerato nella Chiesa di San Giovanni Battista, La cappella viene abitualmente aperta in particolari occasioni religiose che si celebrano durante l’anno